Domenica 18 Gennaio 2026 “53^ La Galaverna” Pianoro (Bo)

Gennaio 19, 2026 Off Di Renzo Barbieri

Confesso che erano alcune edizioni che non partecipavo a questa camminata podistica che edizione dopo edizione è cresciuta in modo esponenziale sia come numeri oggi si parla di 2000 presenze nonostante le pessime condizioni meteo, che come qualità di sevizio ma soprattutto di accoglienza: con un pettorale da euro 2,50 abbiamo avuto a disposizione ben 4 punti di ristoro e che ristoro oltre al premio di partecipazione personale non capita tanto spesso. Pianoro è piuttosto distante da casa quindi ci siamo messi in auto piuttosto presto ancora con il favore del buio come racconta spesso una mia compagna di viaggio: tipo Banda Bassotti. Il ritrovo è in Via della Resistenza 201 presso la struttura chiamata Arcipelago. La mattina sarebbe da dimenticare cade una sottile pioggerellina che penetra ovunque fortunatamente non è freddo. Appena entrati a Pianoro notiamo i cartelli che segnalano dove poter parcheggiare non molto lontano dall’Arcipelago. Non siamo nemmeno arrivati alla tenda che incontriamo Gabriele e Teida che seppure non ancora al meglio ha voluto essere presente per scattare qualche foto Bravissima. Ritirato il pettorale in un formato insolitamente grande e pure adesivo tipo quelli da professionista si parte appunto da Via della Resistenza per poi continuare per Via dello Sport di cui ne percorreremo un breve tratto, svolta a sinistra in Via Giardino: ecco che la strada inizia a salire con alcune ripide rampe intervallate da alcuni tornanti. Iniziamo ad alzarci adesso utilizziamo Via Riosto non si capisce se siamo dentro ad una nuvola o se si tratta di vera pioggia, unica certezza è la fortissima umidità. Intanto siamo al primo bivio importante: il percorso da km 10 prosegue in Via Poggio Maggiore mentre quello da km 16 e km 20 svolta a sinistra rimanendo sempre in Via Riosto. All’arrivo verrò informato che i due percorsi “Lunghi” sono stati forzatamente accorciati causa il mal tempo. Siamo al primo ristoro organizzato e gestito dalla locale Pubblica Assistenza: molto ben fornito sia come bevande ancora bollenti che come viveri in genere. Abbiamo raggiunto il punto più alto del percorso da km 10, la strada inizia a scendere piuttosto velocemente in breve tempo entriamo in Pianoro Vecchio, aiutati dalla locale Protezione Civile attraversiamo la Strada SS 65 della Futa, all’altezza di Villa Giulia ci attende un ristoro ancor meglio assortito del primo incredibile. Superiamo il Torrente Savena utilizzando il ponte pedonale, un volontario ci aiuta ad attraversare Via Pietro Nenni una strada ad alto traffico in cui bisogna prestare una certa attenzione le auto sfrecciano veloci per i podisti è stata creata una specie di corsia ad un lato della strada delimitata da coni stradali: molto pericoloso questo tratto di percorso. Circa un paio di chilometri poi finalmente attraversiamo Via Pietro Nenni per prendere Via del Savena che passa attraverso ad una zona industriale dove incontreremo un terzo ristoro: stavolta in più abbiamo anche la cioccolata in tazza a disposizione. Lasciamo Via del Savena per affrontaree l’ultima decisa salita di giornata quella che ci permette di superare la ferrovia: è piuttosto ripida e con un po’ di fango. Siamo tornati sulla Strada Nazionale della Futa ne percorreremo un piccolo tratto, all’altezza delle prime strisce pedonali la attraversiamo per poi superare una zona artigianale fino alla passerella pedonale in legno che scuote tipo ponte tibetano che ci permette di raggiungere un parco pubblico. Una pedonale ci porta all’arrivo nel piazzale dell’Arcipelago dove è stato acceso un enorme braciere. Intanto negli spazi circonstanti è stato organizzato l’incredibile ristoro finale: è una apoteosi oltre alle bevande calde ci sono viveri che vanno dal dolce al salato poi a completare il tutto ben tre tipi di minestra oltre ad un assortimento di carne arrostita. Non dimentichiamoci che giochiamo in casa di Massimo Pulga il Presidente del Comitato Podistico Bolognese che come al solito ci ha messo anima e corpo per organizzare “La Galaverna”.

Renzo Barbieri